Il nuovo umanesimo di Francesco Troccoli

TroccoliFrancesco Troccoli è uno degli autori più promettenti della fantascienza italiana. Tempo fa ci sorprese con Ferro Sette, un insolito esempio di space opera all’italiana che di italiano a ben vedere ha poco. Ora replica, sempre con il lungimirante editore Curcio, con Falsi Dei, seguito delle vicende narrate nel primo romanzo. Così si racconta e insieme si fa raccontare, rivelando molto di come deve essere un autore di genere di oggi.

 “Falsi dèi” inizia dove finisce “Ferro Sette”. Come si evolve la storia?

Fra la storia narrata nel primo romanzo e l’incipit di “Falsi dèi” sono trascorsi cinque anni. Quando scrissi “Ferro Sette” non pensavo certo che un giorno avrei avuto l’opportunità di proseguire la vicenda; la mia intenzione era quindi scrivere un romanzo completamente diverso, pur trattandosi a tutti gli effetti di un sequel. In “Falsi dèi” i ribelli di “Ferro Sette” sono ormai i rappresentanti e i cittadini di una libera Repubblica accerchiata dagli storici oppressori, che hanno l’obiettivo di fare proseliti in un mondo molto lontano e diverso dal proprio. Insegnare il Sonno ad altri popoli significa aiutarli a conquistare la propria libertà e la propria dignità. La rivoluzione individuale di Tobruk Ramarren diventa così un’esperienza collettiva, corale.

Il tema del sonno, del dormiente, e’ forte anche qui. E’ un tuo tratto distintivo?

E’ un tema che mi interessa molto. Come si evince già dal primo romanzo, la riabilitazione degli esseri umani al Sonno significa il recupero di tutti gli aspetti della nostra dimensione più profonda, irrazionale, quella da cui provengono a un tempo i sogni, la creatività, l’arte e gli affetti. In fondo è per tutto ciò che scoppia la rivoluzione nel mio Universo immaginario, con la conseguenza di sottrarre le donne e gli uomini, in quanto “dormienti”, all’imperativo razionale della produzione, dell’ottimizzazione economica, che a tutto ciò non lascia spazio alcuno.

Falsi dèi” sembra scorrere più agilmente di “Ferro Sette”. Ti ritrovi in questo giudizio?

Fra la stesura del primo e del secondo romanzo sono passati circa due anni. Sono lieto che in questo arco di tempo si noti un’evoluzione stilistica. Devo dire che mi ritrovo in questo giudizio, e mi auguro inoltre che un giudizio simile possa essere espresso in futuro su un nuovo romanzo rispetto a “Falsi dèi”. Crescere è sempre un fatto positivo.

La Space opera ti intriga molto. Quali i tuoi modelli?

Al di là di quelli più ovvii, cinematografici e letterari, il mio approccio alla scrittura di questo ciclo risente della lettura di Ursula K. Le Guin, Michael Bishop, Isaac Asimov, ovvero, mi pare di poter dire, gli autori con una visione maggiormente “antropocentrica”. Ma devo dire che a mio parere le letture extra fantascientifiche sono altrettanto importanti, anche perché quando scrivo resta un mio interesse precipuo rivolgermi anche al lettore che conosce la fantascienza poco o per nulla.

La tua sembra una sf molto impegnata socialmente. La definiresti tale?

Sostanzialmente sì, anche se devo dire che non è frutto di un’intenzione consapevole. Per me scrivere non è un semplice passatempo, ma una realizzazione personale di fondamentale importanza; di conseguenza, che nella mia scrittura si riflettano la mia visione personale della vita, della cultura, del mondo in cui viviamo e quindi in ultima analisi della società, è piacevolmente inevitabile. Il che non significa che non mi diverta. Il fatto è che, come disse Calvino, “il divertimento è una cosa seria”. Secondo me questo è vero sia per chi scrive che per chi legge.

Falsi dèi” si svolge in un futuro in cui sono possibili i salti nel tempo. Pensi di sviluppare ulteriormente il tema?

Il tema del Tempo mi affascina. Mi rendo conto che molto spesso, anche quando non c’è la dichiarata intenzione di affrontarlo, mi capita di sconfinare in questa direzione. Penso che sia la conseguenza del fatto che il “tempo” è innanzitutto una dimensione interna all’essere umano, e ne riflette e ne esalta emozioni, vissuti, rapporti e situazioni; di conseguenza “giocare” con esso nella narrazione di genere permette una grande libertà creativa nel rappresentare tutto ciò, e tutto ciò è il cardine di una buona storia. Quindi la risposta alla tua domanda è sì.

L’umanità di un remoto futuro sembra assomigliare ancora parecchio alla nostra. Credi davvero che ci assomiglieremo ancora fra, poniamo, due o tremila anni?

Oggi è noto che l’essere umano per come lo conosciamo e lo definiamo è comparso circa quarantacinquemila anni orsono. Mi riferisco al fatto che le prime (meravigliose e sconvolgenti) pitture rupestri, ovvero la prima forma attualmente nota di creatività artistica dell’Homo Sapiens, risalgono a quell’epoca. Siamo diventati noi stessi quando abbiamo iniziato a dipingere quelle linee (che gli studiosi di oggi attribuiscono a mano femminili!) e non, molto tempo prima, quando abbiamo iniziato a coltivare la terra o a cacciare gli animali. Da questo punto di vista, due o tremila anni sono un orizzonte quasi risibile; penso che ci assomiglieremo ancora per varie decine di millenni. Per di più, nel mio “universo insonne” i protagonisti lottano contro una forzosa tendenza involutiva che invece, se prevalesse, farebbe sì che ci perderemmo e allora, certo, non ci assomiglieremmo più. Lo scopo della lotta è Restare Umani. Quarantacinquemila anni fa era una tendenza naturale, nel mio “oggi”, reale e immaginario, bisogna porselo come obiettivo dichiarato.

Il tuo romanzo tutto sommato e’ una scommessa sul futuro, un’apertura ottimistica. Sei così anche nella vita?

Direi di sì. Più che di ottimismo parlerei però di profonda fiducia nell’Essere Umano. In barba alle ideologie che ci dipingono come “animali intelligenti”, originariamente violenti o peccatori, penso che la negatività umana provenga dall’alterazione dei rapporti individuali e sociali e non sia perciò innata. Migliorare questi ultimi, renderli più sani, non può che far emergere la “sanità” di base di ciascuno di noi. Ecco un altro modo per spiegare il senso del recupero del Sonno e dei Sogni nei miei romanzi.

Di te colpisce non solo lo stile letterario, ma anche la vocazione al marketing. Sei inarrestabile come autopromoter. Pensi che un autore moderno di sf per avere successo debba anche “darsi da fare”?

Nel marketing, che ho praticato per quasi dodici anni nella mia vita precedente, vige la regola delle “4 P” ovvero Prodotto, Prezzo, Punto vendita, Promozione. Ergo, se non hai un Prodotto valido, tutto il resto serve a poco o nulla. In realtà non penso di fare più di quello che fa chiunque scriva e non abbia alle spalle un potentato della comunicazione. Darsi da fare, purché in modo corretto e dignitoso, è sempre una buona cosa.

Troccoli2

Senza pensarci troppo: Catani=Immaginazione al potere. Tonani=Steampunk. Troccoli=?

Umanesimo.

Cosa hai in programma per il futuro, e ti leggeremo sempre su Curcio?

Sto scrivendo il terzo libro del ciclo, perché ormai la vicenda di Tobruk Ramarren mi appassiona. Se Curcio sarà interessata, forse lo pubblicherà. Per conto mio, sono curioso di vedere cosa farà stavolta il mio personaggio e dove andrà a finire, e tanto mi basta per volerlo produrre. Poi vorrei scrivere un romanzo non ascrivibile al genere fantascientifico. E nel contempo, possibilmente, conciliare le mie due attività di autore e traduttore scientifico, affacciandomi alla traduzione letteraria.

 

Annunci

Informazioni su gstocco

giornalista RAI e scrittore
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

2 risposte a Il nuovo umanesimo di Francesco Troccoli

  1. Gian Luigi Bona ha detto:

    Amo molto la fantascienza italiana, penso che sia matura e non solo da adesso. Penso però che in questo periodo ha la possibilità di affermarsi perché la gente che legge (anche se non è molta) non è più molto interessata alle etichettature.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...