Guerre nucleari

300px-Minuteman3launchAccelerazioni in corso, urge un airbag concettuale. E ancora, bocce ferme, riflettiamo. Mi vengono in mente poco più che righe da titolo in questa situazione, ed è rarissimo che io sia autoreferenziale, considerando il vezzo assolutamente ridicolo in chi per professione scrive su un giornale ed essendo un blog ben altro che la proiezione del proprio narcisismo di bottega, quanto (forse, eh, solo forse) un tentativo di sincerità.

Ma andiamo per ordine. In un post di un mese fa, scrivevo che una piccola rivoluzione basata sulla costituzione di un’etica non la vedrei male, specie se quest’etica si estrinsecasse nella cancellazione di tanti malvezzi italiani: corruzione, ipocrisia, fancazzismo, parassitismo, partitocrazia, tronismo.

Da un mese in qua, e precisamente da quando il Movimento 5 Stelle, l’unica novità rivoluzionaria comparsa da almeno vent’anni nel Parlamento Italiano (ché la Lega accettò fin da subito, o quasi, le regole dei partiti tradizionali) ha rifiutato di fare un governo col PD di Bersani, assisto a una sistematica crocifissione dei cosiddetti “grillini” . Se ne stigmatizza tutto, dagli atteggiamenti alla preparazione politica, al rapporto col fondatore dello stesso Movimento, sui giornali, nei TG, nei talk-show e soprattutto nei blog e su social network, come se la colpa dell’implosione del sistema fosse loro.

Curiosa operazione. In primo luogo perché è facile imputare a chi è antisistema il crollo del sistema medesimo, nascondendo opportunamente il fatto che il sistema sta implodendo a causa degli attori storici del sistema medesimo; in secondo luogo, curioso, perché l’attacco è congegnato con la geometrica potenza di cui parlò qualcuno qualche anno fa. Insomma: non mi fai fare il governo? Mo’ t’aggiusto io. Ragazzi? Diamogli una lezione. E dall’ombra spuntano i thugs che si battono la spranga sul palmo della mano.

E sì, perché la sensazione è proprio questa. Siamo arrivati al punto che si imputa ai 5 Stelle di avere sulla coscienza i suicidi per crisi, e sapete perché? Perché con le loro “sterili e dannose coerenze” terrebbero il sistema bloccato, aggravando i problemi.

Come se gli stessi giornali di sistema nei mesi passati non avessero evidenziato a loro volta che proprio la politica depressiva del governo Monti stava portando al gesto estremo tanti imprenditori falliti e senza prospettive. Quel governo Monti sostenuto non dal Movimento 5 Stelle, ma dalla Grande Maggioranza PD-PDL.

Insomma, un bombardamento, che a me – non elettore 5 Stelle – ha per esempio spinto a cancellare aggiornamenti di stato ossessivo-compulsivi sulle presunte nefandezze dei cosiddetti “grillini”, non appena maturata la convinzione che tale fuoco di fila fosse frutto di una vera e propria campagna politica tesa prima a fare pressione a favore di un governo-Bersani e dopo a denigrare chi il governo-Bersani non l’aveva fatto partire. Con l’altra convinzione complementare che, a furia di denigrare e attribuire con piglio neoleninista iniquità improbabili, si finisca per spingere tra le braccia del guru di Sant’Ilario – e sì, non è che a me alla fine il personaggio-Beppe Grillo entusiasmi poi tanto – anche chi non l’ha votato e non ne ami i sistemi di comunicazione, anche questi attinti dal passato totalitario.

Non riusciamo dunque proprio a emanciparci da questo modello: l’Italia polarizzata che non riesce a dialogare, a meno che uno non prenda la maggioranza assoluta, stabilisca le regole del gioco, il suo Porcellum, e poi comandi finché Pantalone e Arlecchino gli danno fiducia, poi si passa a un altro padrone di condominio.

Il giacobinismo dei 5 Stelle è evidente nel suo ripercorrere modelli storici da Convenzione francese più che da Parlamento italiano; il terrore dei partiti tradizionali è palpabile, anche se l’impasse a sinistra favorisce ovviamente la ripresa di Berlusconi e del PDL. Il vizio è nel maggioritario, che ha prodotto leaderships carismatiche e populistiche, e non ha propiziato un rinnovamento altrettanto sostanziale in un centrosinistra troppo legato alla tradizione di PCI, PDS e DS. La conferma di ciò sta nel modo in cui anche SeL appoggi Bersani e nel silenzio della sinistra radicale, che mentre in passato non lesinava critiche anche pesanti allo stesso Padron Frodo, oggi se si esprime è solo per criticare i 5 Stelle.

Difficile dire come andrà a finire: noto solo con amarezza l’idea bizzarra di incaricare dieci “saggi” di indicare la via maestra per le riforme a un Parlamento nuovo di zecca; ne nomineremo altri dieci per passare il foglio coi nomi dei candidati alla presidenza della Repubblica? Senza contare la magerrima figura di uno di codesti saggi vittima di uno scherzo telefonico tanto amaro quanto illuminante.

Ma non di politica generale volevo parlare, quanto di applicazione della politica alla comunicazione e alla propaganda. Si dice, accorati, che si vuole garantire governabilità e riforme, ma quali riforme possono venire da chi, da anni, passa sulla testa dei cittadini su temi di interesse generale come salute, ambiente e territorio? In Liguria, in nome della difesa del lavoro costi quel che costi, il PD sostiene Terzo Valico, gronda e centrali a carbone inquinanti. Da anni comitati di cittadini insorgono contro una logica a senso unico che pretenderebbe di non discutere su “scelte strategiche”. Chi le ha decise? E per quali interessi? Proiettando questo atteggiamento sul piano generale, è legittimo nutrire più di qualche dubbio su progetti di riforme in cui possa mettere il becco una classe dirigente che in passato si è prestata a compromessi significativi, come la bicamerale, il silenzio sul conflitto di interesse, la guerra in Serbia. Una classe dirigente che viene difesa poi, sui canali informativi frequentati dalle nuove generazioni, da un fuoco di sbarramento fatto di argomenti vecchi quanto il mondo dal punto di vista retorico, costruiti all’unico scopo di sminuire e umiliare il “nemico”.

No, così, signore e signori, non si va da nessuna parte, anzi si va da una parte sola: l’ulteriore e ancora più estrema polarizzazione politica e l’estremizzazione dei toni. La guerra combattuta attraverso le urne. Ed è assai, amaramente, significativo il fatto che a nessuno, proprio nessuno di costoro che combattono per conto terzi, rimanga quasi più forza per accorgersi che in Estremo Oriente le velleità di facciata di un dittatore e le logiche incrociate delle superpotenze potrebbero regalarci un olocausto nucleare. Già… Do you remember this song?

Un tempo, quando era a repentaglio la pace, anziché prendersela col rinnegato Kautsky, pardon Grillo, la sinistra scattava come un sol uomo e portava in piazza centinaia di migliaia di persone. Ora si limita a eseguire gli ordini di padron “Bersy”, come lo vezzeggia già qualcuno.

Ma alègher: quando arriverà la nube radioattiva la colpa sarà di Beppe Grillo che non ha fatto il governo con Bersy e gli ha dunque impedito di scongiurare l’Armageddon.

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Informazioni su gstocco

giornalista RAI e scrittore
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