Temperare le matite

Che dire di un autore di fantascienza che improvvisamente partorisce un noir? Che è un rinnegato? Che cerca la cassetta? O che semplicemente sta filtrando le proprie ispirazioni? Difficile parlare di se stessi dopo tante esperienze diverse e un’atmosfera scura in comune. Bando alle ciance: a fine anno partorisco un altro figlio, anzi, una figlia, visto che si chiamerà Dolly ed è romanzo femmina per antonomasia. Femmina perché protagoniste sono le donne, femmina perché… Bè, come dire, non lasciamo campo agli spoiler.

Vi dico solo l’essenziale. Il titolo lo sapete già. L’editore è Zerounoundici, la città è Genova, la zona non quella dei caruggi, ma quella direttrice un po’ abusata, un po’ irreale che è via Gramsci, zona Di Negro, verso ponente, via Cantore e l’inizio di Sampierdarena. Ci ho abitato per anni, l’ho percorsa a lungo e la ripercorro tutti i giorni, col sole, la pioggia, la neve e il vento. E di pioggia, sole, neve e vento, cioè di tutto e di niente è fatto Penolla, il demone che mi ha preso scrivendo questo romanzo. Un demone che conoscerete anche voi e che mi ha portato a studiare due sindromi, una nota, quella ossessivo-compulsiva e un’altra meno conosciuta, quella di Klinefelter.

Due sindromi diverse per un problema comune. Ma qui mi fermo, sennò ricomincio ad autospoilerarmi e non va bene. Dicevo di Genova. Su Genova da anni si dice e si scrive di tutto, spesso a sproposito, alcune volte bene. Io posso aggiungere la mia versione da gabibbo: la città del mare nemico, che più fai per avvicinarti, meno lo raggiungi. La città postindustriale, bella e crudele come poche, cupa e nevrastenica, ironica e permalosa.

Tutto e niente, dove questa sintesi è il nero assoluto che permea Dolly. Romanzo femmina e anche viaggio nell’inferno. Non vi sarà risparmiato nulla, perché non mi sono risparmiato nulla. E forse dopo questo lavacro in cui ho rimesso, non senza dolore, i puntini sulle i e il realismo mi diventa, anfitrione Penolla, iperrealismo, bè, forse il fantastico non è così lontano e i generi non così remoti fra loro come si penserebbe.

E spero si potrà dire alla fine che ho temperato le mie matite.

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Informazioni su gstocco

giornalista RAI e scrittore
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