Primarie genovesi tra gelo e mare

Primarie a Genova
Vincenzi, Doria e Pinotti

Picchia duro anche a Genova il gelo di questi giorni, ma paradossalmente la città della Lanterna, notoriamente facile al mugugno meteorologico, dopo avere incassato una debole nevicata e appena un po’ di ghiaccio per le strade, si concentra piuttosto su altri temi, in parte collegati, in parte no. Primo fra tutti, il dramma dei pendolari dei treni regionali: ne parleremo più in là, il tema è troppo ampio per esaurirlo in poche righe. Basti qui dire che dopo la Caporetto di due giorni fa, i treni bloccati da neve e ghiaccio, scambi congelati, ore di ritardo tra Levante e Ponente, l’assessore regionale ai Trasporti Enrico Vesco ha inoltrato un esposto a carico di Trenitalia per interruzione di pubblico servizio e la Procura di Genova ha aperto un’inchiesta. A breve ci aspettiamo l’immancabile class action dei passeggeri, riuniti in lobby da una riga di attivissime associazioni di consumatori; del resto le medesime, giorni addietro, erano arrivate a una prima ipotesi di risarcimento civile ai passeggeri della naufragata Costa Concordia. Ma come detto, di trasporti, pendolari, consumatori e politica occorre parlare in uno spazio apposito.

Ciò di cui mi premeva dire oggi, senza un reale motivo legato all’attualità, ma solo per una ragione di pelle, è la strana atmosfera che si respira a livello politico: ad aprile, come molti ancora forse non ricordano, si rinnova il sindaco di Genova. Oddio, si rinnova… Potrebbe anche essere confermato, posto che Marta Vincenzi vinca alle primarie del centrosinistra in programma di qui a pochi giorni. E’ vero che Marta è una combattente, ma la concorrenza è agguerrita: la guida un autentico pit-bull politico, quella Roberta Pinotti che sotto lo slogan programmatico “iostocongenova” e a colpi di Twitter ha radunato già una considerevole forza dietro di sé: giorni addietro, al Museo del Mare, erano circa in cinquecento a seguire la presentazione del programma elettorale dell’astro nascente del PD. Sotto le premurose ali, già scrive qualcuno, dell’ex sindaco Giuseppe Pericu, Pinotti potrebbe dare la scalata a Tursi e ripercorrere, chissà, magari anche con più fortuna, il cursus honorum di Claudio Burlando. Per lei, si dice, un governo di centro-sinistra prossimo venturo potrebbe avere in serbo un dicastero.

Se Pinotti è agguerrita e presenzialista, lo è anche Marco Doria, creatura politica di Nichi Vendola e da questi fortemente appoggiato. Vendola è a sua volta venuto di recente a Genova, ha fatto il pieno in Sala Chiamata e ha parlato di tutto e di tutti. Il buon momento del suo partito e l’innegabile volto pulito di Marco Doria fanno di questi un outsider di tutto rispetto. Un passo più indietro sembrano essere Angela Burlando, sponsorizzata dal PSI e da Ugo Intini e Andrea Sassano, ex sinistra DS e soprattutto già assessore alla scuola e ai servizi sociali con Pericu fra il 2004 e il 2007; apparentemente sparita dalla scena, infine, l’indipendente Manuela Arata, anima e mente del Festival della Scienza.

Il gioco, insomma sembra essere ridotto tra Pinotti e Vincenzi, con Doria a fare da terzo incomodo. Supermarta, dal canto suo, sembra arrivata alla scadenza con una certa fatica. Prima la vicenda-Francesca, con i vari furbetti veri o presunti di contorno; poi l’annus horribilis segnato dalle due alluvioni, Sestri Ponente e Genova e le feroci polemiche generate dalle decisioni della sindaco, come ama farsi chiamare. Vincenzi sconta senz’altro un carattere spigoloso e una forte personalità: elementi che in genere possono anche facilitare la vita di un politico, in questo caso l’hanno complicata, complice anche un certo disagio rispetto ai media, specie a quelli considerati “non amici”. Va detto comunque che non tutti si sarebbero presentati a prendersi gli insulti agli alluvionati di Sestri Ponente, e che in pochi avrebbero rivendicato la decisione di non chiudere le scuole alla vigilia del 4 novembre 2011. Tutte decisioni che hanno diviso la città, ma che marcano al di là di ogni considerazione di correttezza politica il coraggio di un amministratore che viene da poltrone molto più tranquille: la presidenza della provincia di Genova e il Parlamento Europeo. Insomma, Marta Vincenzi ha fatto quel che ha potuto fare, in alcuni casi con qualche caduta di stile – le famose parole di esasperazione sul dibattito relativo alla moschea, tanto per dirne una. Ma le va dato atto di una certa personalità e di essersi presa responsabilità dirette che altri avrebbero volentieri rimandato al mittente.

Si vedrà. Come si vedrà dove collocare l’atipico Armando Siri, creatura politica dell’ex governatore di centro-destra Sandro Biasotti, e ora animatore di un curiosissimo partito trasversale, Partito dell’Italia Nuova, che si batte per livellare le tasse, abolire le multe e risolvere il baratro dell’AMT con la tariffazione elettronica sugli autobus. Ancora da capire dove Siri si collochi e quali siano le forze a lui vicine.

Dall’altra parte un centro-destra ancora enigmatico. Se la Lega pare sicura di candidare l’unica faccia del Carroccio che Genova conosca bene, e cioè quella di Edoardo Rixi, il PdL tace. Forse in attesa di un’indicazione da parte del deux ex machina Claudio Scajola, voci insistenti parlano del vicepresidente di Fondazione Carige, nonché segretario generale di ANCI Liguria, Pier Luigi Vinai, ma l’incertezza regna sovrana. Il centrodestra farebbe probabilmente carte false per reclutare Carlo Castellano, ma il presidente di Genova Hi Tech sembra pendere verso versanti più progressisti. Sempre da ambito Carige, un candidato sarebbe potuto essere Giovanni Alberto Berneschi, ma anche in questo caso il potentissimo banchiere sembra essere molto più concentrato sul proprio lavoro, e in ogni caso se proprio lo si volesse etichettare politicamente, bisognerebbe ricorrere all’antica definizione di cattolico.

Già la Chiesa. In tutto questo, tace il presule Angelo Bagnasco. Il cardinale non sembra ancora avere preso posizione. Forse a causa di una mancanza effettiva di scelte a disposizione, anche se i tempi sono ancora prematuri. Quel che è certo è che tra l’affare degli Erzelli, il tema del ribaltamento a mare di Fincantieri e la crisi dello stabilimento di Sestri Ponente, i nodi irrisolti della logistica col Terzo Valico sul filo della partenza dei lavori e i rischi no-Tav, Genova si ritroverà sempre più a essere al centro della ribalta nazionale. La contesa per Palazzo Tursi non potrà essere meno appassionante.

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Informazioni su gstocco

giornalista RAI e scrittore
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